L’ingresso nel mondo del lavoro, soprattutto per le giovani donne, è quanto mai prioritario in una società che punta alla diminuzione delle diseguaglianze di reddito. Regione e Comuni, in questo senso, molto hanno fatto per aumentare l’occupazione in Liguria. Ma, purtroppo, ci sono ancora troppi casi in cui le donne fanno lo stesso lavoro degli uomini ma guadagnano la metà. Anche la tutela della maternità, che deve essere sempre garantita nel momento del ritorno dal congedo, è un passaggio fondamentale per assicurare a noi stesse un futuro più competitivo. Molte, troppe donne rincorrono il tempo faticando a dividersi tra lavoro e famiglia: essere mamme significa oggi fare gli “straordinari” per mantenere inalterato l’equilibrio domestico e professionale, troppo spesso così labile. C’è un altro nodo, subdolo e in molti casi nascosto, che l’emergenza coronavirus e l’isolamento forzato hanno acuito in modo allarmante: il tema della violenza sulle donne tra le mura domestiche. Nel vuoto dell’epidemia la fragilità familiare in molti casi è emersa in modo dirompente fino a sfociare in episodi gravi riportati dai media o in altri taciuti e non denunciati. E a pagare il conto – salato – sono sempre loro. Le donne. Le inascoltate. Le non parlanti. Il Covid-19 ha sconvolto l’agenda politica, e stabilito nuove priorità: questa è certamente una di quelle.

Molti passi avanti sono stati fatti riguardo all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. È necessario pensare ad un’azione politica a supporto dell’ingresso degli under 30 che ne stimoli l’iniziativa imprenditoriale. Il domani, che attendiamo con impazienza, non deve prescindere dalle nuove classi lavorative emergenti in grado di garantirci un futuro più sereno e meno addensato di nubi. Agevolare i processi di assunzioni e favorire l’apertura di piccole e medie imprese, linfa vitale per il progresso del nostro amato territorio, ritengo siano i primi passi da compiere per prevedere un domani più sereno. Per sé stessi e per gli altri. Ma soprattutto dovremmo pensare ad un modello che riveda la natura e il ruolo dei tirocini, troppo spesso fine a sé stessi e non preparatori all’attività che un aspirante professionista intenderà intraprendere. Un modello che meglio leghi l’azienda allo stagista e ne tuteli la prosecuzione del rapporto a livello contrattuale una volta terminato il tirocinio.

Come sostiene, da tempo, la nostra Regione, occorre una maggiore attenzione al tema ambientale e allo sviluppo sostenibile che è, da un lato un’opportunità per sviluppare nuovi lavori, dall’altro cambia in meglio la vita di tutti. Infatti l’economia sostenibile non vuol dire solo ambiente, ma anche tutela delle persone e altri innumerevoli fattori sociali, citati nell’AGENDA 2030. Ritengo altresì fondamentale continuare a valorizzare i prodotti del nostro territorio, risorsa preziosa sia per il richiamo turistico che per l’economia; e il turismo un settore che include una filiera infinita e variegata di attività, una delle più importanti risorse del nostro territorio, che deve essere assolutamente supportato.

AGENDA 2030 – SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS
https://www.un.org/sustainabledevelopment/sdg-media-compact-about/

L’impegno costante e sinergico delle nostre istituzioni, Regione e Comune, ha fatto sì che in tempi brevissimi sia stato ricostruito il nuovo ponte di Genova. Ciò dimostra che attraverso un gioco di squadra si possano non solo mantenere promesse ma realizzare opere infrastrutturali imponenti in grado di arginare un’emergenza e migliorare la qualità della vita della collettività. La Liguria è una regione che per la sua particolare conformazione territoriale è uno snodo fondamentale per il turismo, loshipping e il commercio: avere dei collegamenti solidi ed efficienti vuol dire anche guardare all’Europa e ai grandi mercati con fiducia e spirito di rinnovamento. Per rilanciare il territorio non si può inoltre prescindere dall’attività dell’industria e dell’economia. La ricetta condivisa da Confindustria e Camera di Commercio è semplice: la fine dell’isolamento. Genova, e la Liguria, vantano realtà storiche come Arcerol Mittal, Fincantieri e Ansaldo che offrono opportunità di lavoro e garantiscono ancora oggi una base solida per il nostro avvenire. Anche da lì si può e si deve ripartire. In parallelo c’è un’altra infrastruttura necessaria: quella sociale.

Nel nostro territorio in particolare, è necessario produrre servizi per la terza età e tutele per i più deboli. Si, indubbiamente questo produce anche opportunità di lavoro, ma il tema è molto più profondo. Le Persone della terza età, detengono un patrimonio di esperienze incommensurabili che non devono scomparire, devono invece avere la possibilità di essere condivise attraverso meccanismi che le mettano in relazione con tutto il territorio, in particolare con i giovani che faticano ad accedere al mondo del lavoro. Le Persone della terza età meritano di avere ancora un ruolo attivo nella società e questo ruolo può migliorare la loro vita e quella del territorio. Mai poi dimenticare che, indipendentemente dall’età, ci sono Persone in difficoltà che non si possono assolutamente abbandonare. Non parlo solo di solidarietà, fiore all’occhiello del nostro territorio, ma di vere e proprie tutele atte a sostenere chi, per motivi differenti, confida nell’intervento delle istituzioni.